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CALLIDIOR ERRAT.
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CALLIDIOR ERRAT.
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DEL S. CESARE PAVESE
Benc'habbia tanto in lei d'alma ragione
La vezzosa Mustella, e d'intelletto
De la Natura dono; e si perfetto,
Che conosce il suo male, egli si oppone;
Pur (ne vi saprei render la cagione)
Vista la Botta, suo nemico obietto;
Ch'apre la bocca a velenoso effetto,
Corre; e la testa sua dentro vi pone. Cosi'l piu astuto volontario muore,
Mirabil cosa: e cosi fa' l'amante,
Che si da in preda a chi rode il core.
Così alla morte sua fermo e costante
Il PAVESE, del Secol nostro honore,
Corre a fera crudel, saggio et errante.
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