pictura
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È anco nel Regno il S. Duca d'Amalfi
di casa Piccolomini gentile & ardito caualiere, e so-
pra tutto ottimo caualcatore e conoscitore de' caualli
aspri e coraggiosi. Egli eshortato in mia presenza dal
S. Marchese del Vasto suo cognato à leuarsi dalle deli-
tie di Siena, essendo egli all'hora Gouernatore di quel-
la Rep.[ublica] & à girsen seco alla guerra di Piemonte, gli
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rispose che lo spirto era pronto e la carne non inferma;
ma, che poteua dire quella parola dell'Euangelio; NE-
MO NOS CONDVXIT. All'hora il S. Marchese
lo fece Generale di tutti i caualli leggieri nella guer-
ra del Piemonte. Doue il Duca innanzi che partisse
mi domandò vn'impresa per lo stendardo, e per ha-
uergli detto il Marchese, che tre cose conueniuano à
tal Capitano; cioè, ardire, liberalità, e vigilanza; ri-
spos'io non gli ricordate Signore nè la liberalità, nè
l'ardire (hauendole egli apparate da voi) nè anche la
vigilanza, perche egli hà da natura di leuarsi inna[n]-
zi giorno, ò per andare à caccia, ò per leuarsi tosto dal
luogo, oue dorme. Sopra che si rise vn poco; ma la vigi-
lanza, che voglio dir'io, comprende ogni cura, che si
prende per non esser colto all'improuiso, e per poter
cogliere altri. Fecigli dunque per impresa una Grù
da metter nello stendardo col piè manco alzato, con
un ciottolo fra lunghie, rimedio contra il sonno; come
scriue Plinio di questi vccelli marauigliosamente au-
ueduti, e col breue intorno, che dice:
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motto/title
OFFICIVM
NATVRA DOCET
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