pictura
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Al medesimo signor Liuiano fu trouata vna arguta
impresa dal Cotta Veronese suo Poeta, dopò la detta
rotta di Vicenza, della quale diceuano, che fu potissi-
ma cagione il proueditore M. Andrea Loredano; il
quale nel punto che si ritirauano i nimici Cesariani,
corse armato in corazzina di velluto cremesino al pa-
diglione del Generale. E troua[n]dolo con molti capitani
à vna tauola, che consultauano di quanto s'hauesse à
fare, cominciò à rinfacciargli la viltà, e la tardanza
loro; perche essi diceuano, ch'a'nimici, che fuggono, si
deurebbon fare i ponti d'oro: & egli pure i[n]staua, che
no[n] se gli lasciassero scappar dalle mani, atteso ch'eran
rotti. Per le cui braue e furiose parole si prese partito
molto sinistro di seguitargli e fare il fatto d'arme, dicen-
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do il Generale; Io non voglio che costui mi faccia ta-
gliar la testa con le ballotte in Pregai, come interue[n]ne
al Carmigniuola; e così furono rotti i Vinitiani; & il
Loredano restando morto, pagò la pena della sua te-
merità. All'hora il Cotta eshortò il suo signore, che
in cambio dell'Vnicorno, che s'era perduto nella
giornata, portasse per insegna vn'Oca in mezo d'al-
quanti Cigni, con vn breue legato al collo, che dice;
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motto/title
OBSTREPVIT INTER OLORES.Page 0077
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per infe-
rire, ch'ella è cosa impropria ch'vn Senator togato
voglia prender presuntione di giudicare ne' casi di
guerra trà capitani. Rifiutò tale impresa il Liuiano,
ancorche molto la lodasse, per non mordere il Loreda-
no morto miserabilmente, e per non trattarlo da Oca.
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