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Ma ditemi di gratia, ché voleste dir voi,
nomina[n]do il Fucile del Duca di Borgogna? Siatemi
vi prego Monsignor cortese, e racontatemi l'historia
di questa famosa inuentione, con laquale s'ornano
di gloriosa colonna i valorosissimi Caualieri dell'età
nostra, i quali sono nell'honoratissimo collegio del-
l'ordine del Tosone ampliato da l'inuittissimo Car-
lo Quinto
. GIO. Questa, di che voi mi dima[n]date, è
materia molto intricata, e poco intesa etiamdio da
quei Signori, che portano questi fucili al collo, perche
vi è anchora appiccato vn vello d'un monto[n] tosato,
interpretato d'alcuni per lo vello dell'oro di Giasone
portato dagli Argonauti & alcuni lo riferiscono alla
sacra Scrittura del testamento Vecchio, dicendo
ch'egli è il vello di Gedeone, il quale significa fede
incorrotta.
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Ma tornando al proposito del Fucile, dico che
il valoroso Carlo Duca di Borgogna, che fu ferocissimo
in arme, volse portar la pietra focaia col Fucile, e con
due tronconi di legne, volendo dinotare ch'egli ha-
ueua il modo d'eccitare grande incendio di guerra,
come fu il vero: ma questo suo arde[n]te valore hebbe
tristissimo successo, perche, imprende[n]do egli la guerra
contro Lorena e Suizzeri, fu dopò le due sconfitte di
Morat e di Granson, sbarattato e morto sopra Nansì
la vigilia dell'Epifania. E questa impresa fu beffa-
ta da Renato Duca di Lorena, vincitore di quella
giornata; al quale essendo presentata vna bandiera
con l'impresa del Fucile, disse, Per certo questo sfor-
tunato Signore, qua[n]do li fu bisogno di scaldarsi; non
hebbe tempo da operare i Fucili: e ta[n]to più fu acuto
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questo detto, quanto che quel dì la terra era coperta
di neue rosseggiante di sangue, è fu il maggior fred-
do, che si ricordasse mai à memoria d'huomo; di
sorte, che si vede nel Duca Carlo che la ladra for-
tuna non volse accompagnar la sua virtù in quelle
tre sue vltime giornate.
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