310v / [TEXT] o Perciualle da Racanati, giouene molto sopra il corso dell'età sua veramen- / te miracoloso d'ingengno, & di dottrina in ogni sorte di belle lettere. Le quali / stanze, per esser bellissime io, che procurom quanto posso, di dar dilettatione, & / vtile à i lettori, giudico esser molto in proposito di mettere in questo luogo, / massimamente seruendo a pieno per confermatione di quanto ho detto. Et / son queste. / / À l'apparir della mia santa luce (giunto, / Ch'è nouo e maggior Sole al mondo ag- / L'altro, che per natura il giorno adduce / Restò smarrito, e di dolor con punto, / © Giusto dolor che'l sommo esterno Duce / Auesse vn'altro al suo misterio assunto. / © Onde pria ch'egli stesso allor finisse / L'vsato corso, à Gioue ascese, e disse. / / AltoMotor, se gli ordini tuoi sono / Irreuocabilmente eterni e santi / E s'io son'anco à conseruarli buono, / ©Auer di me, donna mortal si uanti. (no / Fa gran Signor, che'n te giustitia io troui / Ò dal mio proprio Regno mi rimoui. / / Il sommo, che conosce e vede / Tutto quel che si vede, e si conosce, / ©Vide, e conobbe la cagion, che fiede / La bella stirpe sua di giuste angosce. / ©Sa che ben non son posti in vna fede / Duo numi à proua, e seco riconosce / Somma pietade interna, e col suo seme&©Sente mistitia, e si conturba insieme. / / Ma tosto per leuar l'alto dolore / Mira là, doue ogni sembianza impresse, / ©Se vi fosse alcun corpo, il cui valore / Tutto adombrare il nouo Sol poteT / Indi vna folta e negra nube fuore / Comandò, che'n disparte si tresse / E'n se stessa raccolta giù dal Cielo / Tosto facesse à la mia luce vn velo. [/COL1] / [COL2]Ma tosto nel gran lume percotendo / Del nouo Sol la negra nube immensa, / © Con modo incomprensibile e stupendo / Tutto contrario al suo vler dispensa, / © Che con l'oscuo suo colore orrendo / L'almo splendor del mio bel Sol cõdensa, / © Onde quel, ch'offuscar credea il suo lume / Lo fe più bello, e variò costume / / Ciò vedendo il Fattor de l'Vniuerso / De gli antichi statuti ricordato / Con lieto volto al suo figliuol conuerso / Disse, Non debbo contrapormi al fato, / © Nõ può quel ch'è fatal, mutar mai verso / Per legge immota del mio regio stato, / © Nè mai s'è visto ne l'impero mio / Al fato opporsi, huomo mortale, ò Dio. / / Nel principio del mondo stabilito / Fu ne la nostra inuariabilmente / Ch'à questa età deuesse in real sito / Nascere vn Sol, viapiù di te lucente, / À questo ogn'altro Nume ha consentito / Sendo tu proprio al decretar presente, / ©Sì,c he'l mutarlo è fuor d'ogni balia, / ©Nè si conuiene à la giustitia mia. / / Non però voglio à te pur'vna dramma / Scemar di luce, ò del valor primiero, / ©Ma scaldi e allumi pur la tua grã fiamma / L vn'è l'altro del mõdo, ampio Emispero / E q?st'altra maggior, che illustra e infi?ma / I corpi, e l'alme, abbia del lume impero, / ©E tu, ministro suo, mirando in lei / Sari più chiar, che per te sol non fei.[COL2] / ©©©©©NELLI

 

 

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