180 to velato ò mistico, non sarà molto securo il poter puntalmente penetrar nel- / l'intentione de'suoi pensieri. Tutta via per non lasciare d'andarvi investigando / per congetture quel tanto che sia possibile, & tenendomi al solito nella conside / ratione dell'essere, delle qualità, & della professione dell'Autor dell'Impresa, / mi si para primieramente d'avanti quello, che mi è accaduto ricordar somma- / riamente nell'Impresa del Duca Alfonso di Ferrara, & che oltre alla testimo- / nianza di tanti celebrati scrittori, si vede per confermatissima esperienza, che / gli animi gentili, non possono star quasi mai privi delle illustri fiamme di vero / amore. Et hò detto, di vero amore, per distinguerlo dal furor lascivo & libidi / noso, che il volgo, troppo impropriamente ha posto nella stessa denominatio- / ne d'amore, il qual furor lascivo quasi sempre si truova nelle persone più vili / & ferine. Ma lasciando questi, & ripigliando nel nostro proposito gli animi leg / giadri, & gentili, dico, che questaparola Gentile , nella lingua nostra, impor / ta quasi supremo grado di nobiltà & perfettione, per natura, per costume, & per va / lor vero. Onde il Petrarca lo attribuì alla santiss. Madre del Sig.nostro, in quei / (versi, / Che se poca mortal terra caduca / Amar con sì mirabil fede soglio, / Che devrò far di te cosa Gentile? / Noi dunque, propriamente, & universalmente chiamiamo Gentile chi / sia nato di Padre, di Madre, & di tutti quarti di sangue veramente nobile, ma / che però egli ne costumi, nella generosità, & nella magnanimità, & in tutte / l'altre virtù dell'animo, sia parimente nobile, ritrovandosi moltissimi pre ogni / tempo, nati di sangue veramente nobilissimo per ogni parte, & tutta via so- / no in se stessi di natura ignobilissima, non solo ignoranti, ma nimici delle vir- / tù, crudeli, rapaci, incoversabili, altieri, superbi, spilorci, sordid, miserissimi, / golosi, libidinosi, & pieni finalmente d'ogni vitio. A i quali, la nobiltà del / sangue si deve più tosto imputare à biasimo, che à gloria, poi che essi così brut / tamente le fanno ingiuria. Sì come all'incontro si son sempre veduti molti na / ti di parenti scelerati ò vili, ò almeno di mediocre ò bassa fortuna, essere in se / stessi di cosi veramente gratiosa natura, così amatori & possessori delle virtù, / di così nobili, & lodati costumi, & di sì bell'animo, che veramente con molta / più ragione possano & debbiano esser denominati Gentili, che quegli altri / pur'ora detti. Ma ristrettamente in effetto, ove concorrano insieme & in / sommo grado la nobiltà & gentilezza del sangue con quella dell'animo, quel- / li si debbono veramente, propriamente, & perfettamente, chiamar Genti- / li , & di questi ristrettamente, & propriamente si ha da intendere quella cele / bratissima sententia di Dante. / Amor, che in cor gentil ratto s'apprende / Il che disse parimente in sostantia il Petrarca, / Amor che solo i cor leggiadri invesca / Nè cura di provar sue forze altrove / Le ragioni, & cagioni del qual'effetto, si son dette ne'fogli qui poco avanti, / all'impresa che ho ricordara qui sopra del Duca Alfonso di Ferrara. Oltre à / quanto ho ragionato nel mio libro della perfettion delle Donne, da già molti / anni mandato in luce. / IL che tutto mi è stato necessario di ricordare, per far fondamento alla fer / [missima]

 

 

Page 0180 - facsimile image