166 mo pare che abbia voluto con questa Impresa mostrar'al mondo di dever pro- / curar col valore,& con ogni sua operatione.Et sapendosi, che le Piramidi, co- / me cose veramente gloriosa, si soglion mettere per simbolo della gloria, è faci / le il cpngetturare, che il detto giovene con questa sua Piramide già tirata & / condotta nela sua fabrica tanto in alto, & vicino al fine, col Motto, / ut ipse finiam / perche io la finisca , / si faccia chiaramente intender di conoscere, che i Cieli, la Fortuna, i tempi / & gli andamenti del mondo hanno ben'aiutato i suoi antecessori à condur tan / to in alto, & à tanta gloria la Casa sua, ma hanno tuttavia lasciato anco à lui / occasione & lungo da potervi aggiungere notabilissimamente la parte sua, & / condurla come in colmo di splendore, & di vera gloria. La qual intentione sì / come, con tanta modestia & gentilmente accannata, fa bellissima l'Impresa per / ogni parte, così mostra a bellezza dell'ingegno, & la grandezza dell'animo di / quel Signor, che se l'ha trovata, & che l'usa.Et si può sperare, che la somma / bontà di Dio, la qual non manca poi finalmente mai di favorir gli onestissimi / desiderii, & proponimento, sia benignamente per aiutarlo & favorirlo à condur / la à fine, più forse largamente con gli effetti, che egli non lo propone con le fi- / gure, & con leparole [sic] di tal'Impresa. / ORA per servar l'ordinario modo, che io tengo per quasi tutto questo vo / lume di non lasciar perdere alcuna occasione e di giovare & dilettare i gentili / ingegni, non ho da mancar con questa così bella & convenevole occasione di / discorrer più compendiosamente, che sia possibile intorno alla suprememen / te maravigliosa fabrica della Piramidi, lequali [sic], come si toccò in principio, fu- / rono da gli antichi nominate & celebrate per uno de'sette più rari miracoli / del mondo. / ABBIAMO dunque primieramente come Plinio scrive, che à farne una / sola stettero sessanta mila persone venti anni, & in tre altre stessero settant'ot / to anni & quattro mesi. / L'USO perche tai Piramidi sevivano, vogliono alcuni, che fosse il tener- / vi frumenti, & altri il seppellirvi i corpi de'Re loro. Ma che tuttavia principal / mente i re dell'Egitto la facean fare, perche il popolo non stesse in ocio, & sen / za far nulla. / La qual cosa par veramente che quei Re d'Egitto avessero molto / in odio, & per molto dannosa, sì come si legge nelle sacre lettere, nelo / principio dell'Essodo, che Faraone il cattivo faceva al popolo Ebreo dar tanta / quantità di mattoni di far di continuo, che non avanzasse loro ocio di pensar / ad altro. L'altra cagione, perche dicono che ciò faceano quei Re, era per venir consumando i denari, accioche i loro emoli, ò nemici, & quelli, che aspirava- / no à succeder nel Regno, non gli avessero, & non gli trovassero accumulati, co / me si fa esser'avenuto à molti per ogni tempo. Ma queste cagioni, sì come da / che voglia pigliarle, & interpretarle in mala parte, possono esser chiamate ocio / se, & stolte, come le chiama Plinio, così all'incontro da animo più benigno, & / con giudicio migliore, potrebbono, & devrebbono interpretarsi, & nominarsi / per lodevolissime, & degne d'ogni gran Principe. Percioche il non tener la ple / be ociosa è forse, una della più salutifere cose, che ogni Principe, & ogni Stato / [possa fare]

 

 

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