153 racchiusi, n'adopra uno come per remo nel notar sopra l'acqua, & l'altro à gui / sa di timone. Ha poi la voce soavissima, & flessuosa, ò varia, da poter render / vaghissima armonia, senza che scrivono esser di natura armonica,& amantissi / mo della Musica, & che nelle parti Iperboree soglion'andar gli huomini, ove / fanno, ò stimano, che sieno i nidi loro co i figliuoli, & sonando color la cetera, / ò altro tal'instrumento, quei piccoli, ò giovinetti Cigni escono del nido, & s'ac / costan loro cantando dolcissimamente al suono di quelle cetere.Onde degna / mente hanno gli Scrittori chiamati Cigni i migliori Poeti, & han detto, che / quegli uscelli sono consacrati ad Apollo padre delle Muse, & delle scienze. Et / il divino Ariosto con molta leggiadria scrive, che i Cigni bianchi son quelli, / che togliono dall'acqua di Lete, cioè dall'oblivione & dalla morte, i nomi / delle persone illustri, che il Tempo s'affatica di continuo di gittarvi dentro / per ucciderli, & toglierli in tutto dalla memoria de'mortali. Et ha poi quella / notabilissima proprietà, che conosce l'hora e'l punto della sua morte, cose uni / versalmente negata, non solo à tutti gli altri animali, che noi chiamiamo sen- / za ragione, ma ancora à gli huomini stessi, i quali hanno per fermissima quel- / la gran sentenza,che, Nil certius morte & Nil incertius hor a mortis. Et afferma- / no gli Scrittori, i quai di tali ucelli fan mentione, che essi, vedendosi vicini al- / la morte, sogliono cantar dolcissimamente. Il qual canto, ò la qual voce par / che alcuni vogliano interpretar che sia pianto, sì come mostra d'intender'Ovi / dio, quando da quella giovene vicinissima alla morte sua fa dire: / Sic ubi sata vocant, udis abjectus in herbis, / Alvada Meandri concunit albus olor . / Ma questa falsa opinione è valorosamente rigittata da Socrate, il qual nel / Fedone si vede, che tiene in tanta stima questa notabilissima, & quasi divina na / tura di quest'ucello, che si vale dall'essempio suo à mostrar, che gli huomini / non devrebbon'aver'in odio, ma più tosto amar la morte. Scrivono oltre à tut / to ciò, che questi ucelli sono di felicissimo augurio quando appariscono à i navi- / ganti, i quali vedendogli, soglion rallegrarsene sommemente, onde n'è quel verso: / Cygnus in auspiciis semper laetissimus ales. / Dicono similmente, che egli e magnanimo, & generoso, & che senza far'of- / fesa ad aclun'animla vivente & senza toccar'ancor'in niun modo morticinio / alcuno, si vive per l'ordinario dell'erbe, & delle radici, ma che mangia tutta- / via del pane, & qualche cosa tale. Et che standosi ne i laghi, se vien buttata da / gli huomini, ò portata dall'acqua alcun'erba, ò qualch'altra esca, che i pesci nè / mangino, egli, quantunque fosse per mangiarla, se vede venir'i pesci per pren- / derla, la cede, & la lascia loro generosamente, andandosene ò per l'acqua, ò in / terra à proveder'altro cibo. / Ma quello, che oltre à tante sue belle parti è degno di molta gloria in que- / sti sì degni ucelli, è, che egli è animal pacifico, & non ha guerra, nè contesa, nè / odio con niun'altr'animale così d'acqua, come d'aere, ò di terra. Et pare, che / la provida Natura, sua amicissima, abbia voluto provedere, che pet [sic] aventura / non si potesse da ciò diminuir'in qualche parte la gloria loro, & attribuirlo à / viltà, ò à codardia. Là onde ha fatto, che solamente l'Aquila, Regina de gli / ucelli, abbia discordia con essi Cigni. Et per dar loro l'intera gloria ha la Natu- / ra fatto ciò due importantissime conditioni, ò più tosto effetti. L'uno, che / [essi]

 

 

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