147 Et all'incontro poi, cominciando da Dio, troviamo, che la Luna è nell'ul- / timo di tutti i Cieli, & conseguentemente quella, che senz'altro mezo porge, / & infonde à questo inferior mondo le gratie de gl'influssi, & virtù celesti, pren / dendole i Serafini nel primo fonte Iddio santissimo, & da quegli poscia pren- / dendole i Cherubini, & così d'una in altra, come di mano in mano sino alla / Luna, sotto la quale non è poi altro Cielo, ò intelligenza, ma ella stessa senz'al- / tro mezo, le infonde à noi. Et quest'ordine perpetuo, & miracoloso si può cre- / der che volesse ad ombrar Platone nella Scala, ò Catena sua, & così ancor forse / le sacre lettere nella Scala di Iacob, per la quale gli Angeli ascendevano, & de- / scendevano di Cielo in Terra. Et di qui si può andar considerando, che il Re / Enrico, Autore di questa Impresa, aspirando alla perfettion della mente sua, & / della felicità vera, volesse proporre di dever col desiderio, & con l'opere star / sempre intento à procurar, che la divina gratia empisse tutta la mente, & tutto / il cor suo, illustrandolo di quel vero lume, nel qual Iddio stesso per bocca der / Profeta insegna, che noi potremo veramente veder lume. / Ò pur ancora potrebbe dirsi, che la parola Orbem la qual'in Latino si- / gnifica ancor tutto questo Mondo terreno, ci avvertisca, che il detto Cristianis / simo Principe non per se solo, ma per tutto il Mondo volesse con tal sua Im- / presa dimostrar questo desiderio, & questo augurio di deversi riempir tutto / del divino lume,& verrebbe allora l'Impresa ad essere vagamente fondata nel / sopra allegato versetto del Profeta: / Ocukli nostri ad Dominum Deum nostrum, DONEC misereatur nostri . / Et qui si deve avertire una importantissima consideratione, per conoscer, che / certamente questa Impresa fu inspirata, ò infusa nella mente di quel gran Re / dal suo Genio, dalla sua particolar celeste Intelligenza, ò da Dio stesso. Percio- / che avendo il Re Filippo , degnamente chiamato Catolico , per sua / Impresa il Sole nascente, col Motto, / Iam illustrabit omnia , / Sappiamo, che la Luna non riceve lume se non dal Sole, & che ella allora / ha pieno l'orbe, ò il cerchio suo, quando ella è dirittamente mirata dal Sole, / il quale communemente è chiamato il fratello suo. Et però comprendendosi / il Re Enrico se stesso per la Luna nella sua Impresa, & intendendo il Re Cato- / lico per il Sole nell'Impresa sua, si vede chiaro, che esso Enrico col Motto, / Donec Totum Impleat orbem . / venisse per divina Inspiratione senza avedersene à profetizare, che il mondo / starebbe tanto tempo in mancamento di pieno lume per il mancamente del- / la fede nelle Sette straniere, & per le discordie nella nostra, quanto esso Re En- / rico tardasse à rimirarsi con l'animo, & col valore dirittamente, & pienamen- / te, & di vero, & fraterno aspetto col Re Catolico. Nel qual maraviglioso / vaticinio si deve non senza gran maraviglia considerare la divina inspiratio- / ne così nell'uno, come nell'altro di detti Re in tai loro Imprese, senza / che essi medesimi allora lo conoscessero, sì come le più volte aviene à quei, che / per divina inspiration profetizano. Percioche avendo Enrico, quasi in mo- / do di desiderar questo riempimento di lume al mondo, usata la parola to- / tum , il Catolico, da superior'inspiration mosso, rispondendoli con la sua, / usó [sic] la parola omnia , Ogni cosa, cioè tutto il mondo, che è il medesimo, / [con]

 

 

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