144 / [TEXT] ENRICO / SECONDO, RE / DI FRANCIA. / / [TEXT] [D]I QUESTA MEZA LUNA, CHE il Re ENRICO / usava per sua Impresa, scrive il Giovio, che il detto Re la fe- / ce à contemplatione d'una Signora da lui amata, la quale / avea nome Diana , & che con tal'Impresa volea mostrar'à / lei, & al mondo, che, fin che egli non arrivava all'eredità / del Regno, non poteva mostrar'il suo intero valore, sì co- / me la Luna non può compitamente risplendere, se prima non arriva alla sua / perfetta grandezza La qual'espositione di Monsignor Giovio potrebbe accet / tarsi in quanto al nome di Diana, tenendosi da Poeti, che quella stessa Dea, la / qual in cielo è chiamata Luna, sia chiamata Diana in Terra, & Proserpina nel / l'Inferno, sì come leggiadrissimamente spiegò l'Ariosto in quell'oratione, che / fa il giovene Medoro alla Luna: / O santa Dea, che da gli antichi nostri / Meritamente sei detta Triforme, / Che in Cielo, in Terra, e nel'Inferno mostri / L'alta bellezza tua sotto più forme, / E ne le selve, di fere, e di mostri / Vai cacciatrice seguitando l'orme, &c. / / Si come ancora vagamente si spiega in quell'artificioso Distico Latino: / Terret, lustrat, agit, Proserpina, Luna, Diana, / Ima, superna, feras, sceptro fulgore, sagitta. / Ma in effetto poi, la detta esposition del Giovio in quanto all'intentione dell / Autore non mi par che si debia ricever'in niun modo, poi che espressamente / averia mostrato di desiderar la morte del Re Francesco , suo padre. / Ilche non si deve dir nè pensare, di un Principe così savio, & ottimo, come in / ogni sua cosa si è continuamente mostrato Enrico. Et però molto più convene / vole, & più vera mi par che si debbia dire l'espositione di Claudio Paradino, / il quale tiene, che per la Luna in tal'Impresa s'intenda la Chiesa militante, la / quale quel gran Re volesse come promettere, ò augurare al mondo di difende / re, fin che abbia tutto lo splendore, ò la gloria sua, cioè fin che tutto il mondo / sia convertito alla santissima legge nostra. / SI potrebbe ancor dire, che, essendo i Re vive imagini del sommo Iddio / dal quale ricevono lo splendore, la potenza, & ogni aver loro, volesse il detto / [Re]

 

 

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