134 ebbe sì rara vittoria contra Marc' Antonio al Promontorio Attiaco, il Duca / Cosi ebbe quella gloriosa vittoria contra i suoi nemici à Monte Murlo. Al che / si deve aggiungere la conformità quasi dell'età, & l'esser ciò avenuto nel prin / cipio del principato così dell'uno, come dell'altro. / Ha dunque il dettò Duca usato con felice augurio questo Capricorno per / sua Impresa. Et il Giovio dice, d'aversi lui ritrovato il Motto, Fidem fa- / ti virtute sequemur . Il qual Motto certamente è molto bel- / lo di sentenza, & d'intentione, mostrando con modestia che egli procurerà con / la virtù sua di conseguir quello, che la felicità dell'Oroscopo gli promette. Il / che è detto non solamente con modestia, ma ancor saggiamente, & con santi- / tà. Percioche molti, non molto saggi, intendendo, ò dandosi à credere per giu- / dicii astrologici, ò chiromantici ò altri tali, che i Cieli promettan loro felice / fortuna, essi si trascurano nelle loro operationi, dicendo, che se i Cieli, i quai / posson farlo, han dato lor segno di voler farlo, non convien'altramente affati- / carvisi nel procurarlo con le loro opere, ma possono attendere à vivere à lor mo / do, trascuratamente, & in tutta preda de'sensi loro, che in ogni modo i Cieli / li condurranno al determinato fine, sì come i marinari conducono color che / dormono, ò che si stanno giocando à carte, & à dadi, ò à far ciò che altro vo- / gliono. La qual' opinione quanto sia vana, & stolta, possono costoro conoscer / chiaramente della dotrina delle sacre lettere, & dalla determination di Dio / stesso. Percioche quando Iddio elesse Saul per Re del suo popolo, è da creder / fermamente, che lo elesse come huomo buono, & che la santissima intention / sua era, che egli devesse perseverare, & governar santamente quel popolo, & vi / vere, & morire nella gratia di esso Iddio. Et tuttavia, tosto, che egli si trascurò, / & si lasciò cader dalla ragione, & dalla obedientia, cadde parimente dalla già / come destinata fortuna sua. Et molto più chiaro n'abbiamo l'essempio di Sa- / lomone, al quale Iddio medesimo in fu se tutto quello di sapere, che umano in- / telletto possa ricevere, Et lo fece il più favorito suo, ch'alcun altro avesse mai / fatto. Et pur poi, come egli si trascurò, & si diede in preda à i suoi sensi, venne / à cader co'suoi discendenti dalla gratia di Dio, & insieme da quella felicissima / fortuna, annuntiatali non da aspetti di Pianeti, ò da segni di mano, ma dalla / santissima bocca di Dio stesso, al cui cenno tutti i Cieli, & i Pianeti servono, & / obediscono. Da che si sa chiaro, che non solamente i Cieli ma ancora Iddio / stesso non ci priva mai del libero arbitrio. Et nella disposition de gli aspetti cele / sti, se pur'alcuna opera in noi, lo fa solo nell'inclinarci, non nello sforzarci, & / col mal'operare facciamo vana ogni felice disposition loro à beneficio nostro. / Et però molto saggiamente questo Signore ha voluto accompagnar la figura / del suo Ascendente, che s'ha tolto per Impresa, col Motto, che dica, d'aver lui / con la virtù à seguir la fede del Fato suo, cioè, à far riuscir vera quella felicità / che i Fati gli promettono, non come necessaria, ma come agevole à conseguirsi, / da lui col valore, & col voler suo. / Del medesimo Duca è quest'altra Impresa, che pur'in parole è descritta da / Monsignor Giovio. / [Laqual']

 

 

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