130 dice Plinio. Ilche questi nostri tanto più tengono per verisimile, quanto che / pare, che Plinio parli solo de'Diamanti in ounta, & non mostra, che a tempo / suo fossero in uso, ò ancor in cognitione, i quadri, che noi oggi chiamiamo in / tavola. Et nel medesimo modo si fanno ancor beffe di quell'altra proprietà già / detta, che gli antichi pur ne scrissero, cioè, che il Diamante sia invitto contra / la violenza del fuoco, da che i greci, & i Latini, li dierono il nome, dicendosi / Adamas, che tanto vuol dire, quanto indomito, ò non domato, poi che nè alla / violenza del ferro, nè à quella del fuoco il Diamante non cede, nè da essi si la- / scia vincere. Et questi moderni facendosene essi beffe, come ho detto, afferma- / no, che con esperienza si vede ad ogn'ora fra gli Orefici, & fra Gioiellieri, che / il Diamante nel fuoco s'incenerisce, & si calcina, molto forse più facilmente, / che molt'altre spetie di pietre, ò di mezi minerali della Natura. Anzi dicon co / storo, che essendosi non molt'anni à dietro ritrovato modo di tirar col mezo / del fuoco à somma bellezza alcune rocche di Diamanti, che si chiamano Dia- / manti del Baffo, ch'io credo fermamente esser quelli, che Plinio chiama Cy- / prios, se essi ve gli lascian'alquanto soverchiamente, trovano i lor Diamanti / calcinati, ò ridotti in modo, che con le dita si possono ridurre in parti minute, / sì come si puo far del zucchero. Et il medesimo con più esperienze si è veduto / molte volte de i bianchissimi, & finissimi Diamanti. Onde pare, come ho det- / to, che costoro con molta ragione si faccian beffe de gli scrittori antichi, i qua / li affermarono, il Diamante non domarsi per niun modo da violenza di fer- / ro, nè di fuoco, se non da quella sola del sangue di Becco caldo. / ORA in queste accuse di costoro contra gli scrittori antichi è da rispon- / dere con poche parole, che per certo non gli antichi, ma essi moderni s'ingan- / nan molto. Percioche se leggono, & intendon bene quello, che essi antichi ne / scrissero, troveranno, che dicono esser sei forti di Diamanti, & che solamente / espressamente, esservene d'altre specie, che non sono di quella natura, ma che / si rompono percossi, & si bruciano, ò inceneriscono. Onde dice Plinio, che per / conoscer quei primi, la vera pruova è, che essi non si rompono con niuna per- / cossa, & che non si bruciano, ne pur prendon mai caldo per niun modo. Là on / de è da dir fermamente per molte ragioni, che questi Diamanti, che oggi sono / communemente in uso, non sieno nè l'Indico, nè l'Arabico, & però non essen- / do quelli, non è vitio de gli Scrittori, ma di costoro, il voler, che questi ab- / biano la proprietà, & la natura di quelli. Anzi dal veder la natura di questi / diversa da quelli dovrebbon costoro far più tosto quell'argomento, che si / può trarre dalle parole di Plinio, cioè, che, se la pruova di conoscere i veri In- / diani, & Arabici, è il resistere alla violenza del ferro, & del fuoco, questi Dia- / manti, che non fanno tal pruova, non sono di quelli che son già detti. Ma / se tali Diamanti Indiani, & Arabi sieno però perduti ò smarriti nell'opera- / tioni della Natura, & se oggi fra i Gioiellieri, & fra'Principi se ne trovino, / non mi par necessario di perder qui tempo à voler discorrere, avendone detto / quanto accade nel VI. Libro dell'Istoria naturale. Et però finirò qui ora sola- / mente di dir quello, che fa al bisogno della dichiaration dell'Impresa qui di / sopra posta in disegno. Laqual è un diamante in Punta, in mezo delle fiamme / & sotto a i colpi del martello, col Motto, semper idem . Ove se ne / [viene]

 

 

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