107 [COL 1] Per questo dal nostr'Indico Levante / Nave non è, che per Europa scioglia, / Nè si move d'Europa navigante, / Che in queste nostre parti arrivar voglia. / Il ritrovarsi questa terra avante, / E questi, e quegli al ritornare invoglia, / Che credono, veggendola sì lunga, / Che con l'altro Emisperio si congiunga. / [COL 2]E ritrovar del lungo tratto il fine, / Che questo fa parer duo mar diversi, / E scorrer tutti i liti, e le vicine / Isole d'Indi, d'Arabi, e di Persi. / Altri lasciar le destre, e le mancine / Rive, che due per opra Erculea fersi, / E del Sol'imitando i lcamin tondo / Ritrovar nove terre, e novo mondo. / / [COL 1] Ma, volgendosi gli anni, io veggio uscire / Da l estreme contrade d'Oriente / Novi Argonauti, e novi Tifi, e aprire / La strada,ignota fin'al dì presente; / Altri volteggiar l'Africa, e seguire / Tanto la costa della negra gente, / Che passino quel segno, ove ritorno / Fa il Sol'à noi, lasciando il Capricorno. / [COL 2] Veggio la santa Croce, e veggio i segni / Imperial, nel verde lito eretti, (gni, / Veggio altri à guardia de'battuti le- / Altri à l'acquisto del paese eletti, (gni / Veggio da diece cacciar mille, e i Re- / Di là da l'India, ad Aragon soggetti, / E veggio i Capitan di Carlo Quinto / Ovunque vanno, aver per tutto vinto. / / PER finimento dunque dell'espositione di questa Impresa, non mi par / che resti à dir'altro, se non che chiaramente si vede, come ella fu fatta da quel / supremo Principe, ò più tosto à lui da Dio inspirata, come per augurio dell'ac / quisto di questi nuovi mondi incogniti à gli antichi, & di tanto spatio, che so- / no molto più d'altrettanto, che non era il primo. Il quale veramente per lun- / go, & per largo non era più che una sola quarta di tutto il globo. Là ove adesso / è discoperto quasi tutto, fuor che una assai poca parte sotto i due Poli, che pe- / rò, se ben non è ancor pienamente conosciuta, in quanto à i luoghi particolari, / ella è tutta via notissima nell'univerale. Et è da creder fermamente, che in bre / vissimo tempo si riconoscerà ancor di questa tutto quel particolre, che la Natu / ra averà voluto, che possa conoscersi, senza farlo inaccessibile co i mar gelati. / Molte altre cose particolari potrebbon cadere nella espositione di questa / Impresa. Ma quello, in che parria, che più ristrettamente si convenisse allar- / garmi, sarebbe il discorrere felicemente con le parole Più Oltre, mostrando, che / non solamente elle si devessero intender inquanto al passar materialmente nel / conquistar il mondo Più Oltre, che i termini presissi da Ercole, ma à passar'ancor / Più Oltre in virtù, & valore, & nello stender Più Oltre la fama, & la gloria sua. / ET felicissimamente potrei ancora con ragioni, & essempi notissimi di ve / ra istoria, senz'alcuna iperbole, ò poesia venir dimostrando, che questo vera- / mente Santissimo Imperatore col valore, con la virtù, con la religione, con la / giustitia, con la clementia, con la magnanimità, & con ogni sorte di virtù ve- / ra, & dirò ancora, con la felicità nella vera fortuna, regolata, & guidata dal som- / mo Iddio, ha passato Più Oltre, che non solamente ciascun'altro Principe, uno / per uno, da che fu il mondo, ma ancora tutti insieme, se con giudicio, & verità / si verranno essaminando & ponderando i principii, i mezi, e i fini dell'operatio / ni, così buone, come cattive, & delle vite di tutti loro. Ma perche di questo io / mi trovo d'aver già quasi in essere un pieno libro di non piccola grandezza, il qua / le spero, fra non molto tempo di dar in luce, lascerò di volerne quì toccar'altro. / []

 

 

Page 0107 - facsimile image