96 verbio, che non cessan mai di soffiar'i venti. Et però ancorche questo Signore / con le maniere, & modi, che ha tentui nel continuo viver suo, si sia veduto aver / felicissimamente vinta l'invidia, & la malignità nell'universal com'ho detto, / nientedimeno non confidandosi di poter'egli quello, che non han potuto tan- / ti gran santi, tanti profeti, tanti ottimi filosofi, tanti perfettissimi cittadini, tan- / ti gran Signori, tante valorosissime, onestissime, & santissime donne, & final- / mente il gloriosissimo Signore, & Redentor nostro, che per corso ordinario / con alcuna loro innocentia, modestia, purità, & perfettione non hanno potu- / to estinguere affatto la malignità, & l'invidia in alcuni di complessione, d'ani- / mo, di costumi, & di vita del tutto contrarii ad essi buoni, per questo si può fa / cilmente congetturare, che egli, ò temendo, ò antivedendo tal veleno, & tai / morsi di pessimi serpenti, si tenesse il suo antidoto preparato, UN ASA- / LUS , un rimedio solo, una sola medicina, una salute sola egli si promette, / che è il gettarsi tutto nel fonte della Carità, & ricordarsi, che l'ingiurie, le qua- / li ogni giorno facciamo à Dio, nostro, Signore, ci sono per donate, acciò che / noi ancora perdoniamo à chi noi offende. / SE il timore della fragilità umana l'assaliva, spaventandolo, che egli per la co / pia delle ricchezze, & delle comodità, non potria resistere alle tentationi, nè / attendere à pagar tanto gran debito, che per tante vie ha con Dio per tante / gratie, che gli ha date, UN ASALUS . Queste è l'unico, ò solo rimedio, / correr'al fonte di Cristo, il quale ha pagato i debiti per noi, & ne ha insegnato / il modo d'arricchirci, per sodisfar'in ogni occorrenza. / Finalmente, se il timor di esser morso con l'orrendo veleno della Superbia, / & dell'Avaritia, che soglion'esser come proprii, & naturali ad alcuni grandi, & / à moltissimi, per non dir tutti, ricchi, ò se qual si voglia altra tal cosa sgomen- / tava i lsuo santissimo proponimento, & desiderio di guardarsene, UNA / SALUS , Ancor'à questo è un remedio solo, che è star sempre nell'acque / del sempre ottimo, & Santo timor di Dio. Et così si può santamente andar di- / scorrendo per tutti gli altri. / ET, perche disopra s'è detto, che i Serpenti hanno simbolo con tutti i pec- / catori, & con tutti i peccati, & si è ancor detto, che Cristo si chiama Serpente, / è da ricordar quello, che più volte avanti in questo volume s'è detto distesa- / mente, cioè, che tanto i Poeti, & i Filosofi, quanto le scritture sacre, sogliono / nelle lor comparationi prender le cose diversamente, & essendo in alcune pian / te, ò animali, alcune diverse proprietà, essi, quando vogliono far la compara- / tione in bene, si servono della buona, & quando in male, della mala, sì come / in quel luogo si è detto del Leone, che dalle sacre letter per la sua violenza, / & rapacità è rassomigliato à Christo. Et così del Serpente, il qua- / le se per il suo veleno è rassomigliato al Demonio, è poi da Cristo stesso coman / dato à gli Apostoli, che sien prudenti come i Serpenti. Et egli stesso il Signor / nostro è rassomigliato al Serpente, come quì avanti s'è detto, per la stessa pru- / denza sua, ma molto più per la medicina, essendo Cristo il vero medico dell'a- / nime nostre, & nel Serpente sono maravigliose virtù medicinali, & principal- / mente contra i veleni, rassomigliati sempre à i peccati, sì come dal Serpente / Tiro ha principal virtù, & nome la Tiriaca, & contra la peste, rassomigliata al- / la morte. Et però gli antichi scolpivano i Serpenti nello scudo di Pallade, / [Dea del- ]

 

 

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