76 lor di Dio. Ilche non solo à noi mortali, ma ancora alle creature angeliche, & / à i beati è impossibile, i quali, come ben disse il Petrarca, / ne son paghi, e contenti / Di veder de le mille parti l'una. / & questa cognitione è sola di esso Iddio, & di Christo, ilqual'è una stessa cosa / con Dio. / Ego, & pater unum sumus. / Qui videt me, videt & patrera meum. / & quella suprema dignità, che previde il Profeta in spirito, & la dice in perso / na di Dio stesso in quel Salmo tutto pieno de' misterii dell'umanità, & della di / vinità di Christo. / Quoniam cognovit nomem meum. Che vien quasi à dire la cognitione di / quella sostanza ineffabile, che Dionisio chiama [blank space] cioè so- / pra d'ogni sostantia, & sopra d'ogni deità, essendo veramente ineffabile da non / potersi dire, ò nominar con alcun titolo di grandezza, ò dignità, nè con lingua / potersi esprimere, nè con l'imaginatione, nè con l'intelleto, potersi compren- / dere. Là onde non solamente Ermete supremo filosofo afferma, che IDDIO / si deve predicar col solo silentio, & San Paolo dice, non esser lecito all'huomo / di narrar quel ch'egli avea veduto nel terzo cielo, ma ancora ci dimostrò il / medesimo Esaia, dicendo, che nella nostra cognition di Dio tanto è il mezo / giorno, quanto la notte. Ilche replica similmente il profeta David, dicendo, / che inquanto à noi tanto sono le tentbre, cioè l'ignoranza della cognitione di / Dio, quanto il lume, volendo mostrar, che per molto che à noi potesse parer di / vederne ò saperne, sarebbe però nulla, inquanto alla infinità dello splendor / suo. Et in questo han concosrso moltissimi Filosofi,& Teologi per ogni tempo, / non avendo via più certa d'appressarsi inquanto sia possibile alla sua cognitio / ne,che la via negativa, cosi bene spiegata da Dionisio, cioè, che qualunque co / sa noi pronuntiamo con la lingua, & comprendiamo con l'intelletto, diciamo, / ch'ella in se stessa, ò con tutte l'altre insieme dell'universo Non sono Id- / dio, nella sua vera essenza. Et però non ne hanno maggior affermativa, che'l / dire, ch'egli è infinito, ineffabile, & incomprensibile. Ma perche noi mortali / convenimo pur'aver qualche oggetto nella mente, & nella lingua da rappresen / tare à noi stessi, & altrui questo grandissimo, & infinito creatore, & Signor del / mondo, per questo si vede, che i medesimi Filosofi, & ancor Teologi l'hanno / alcune volte con nomi universalissimi chiamato sostanza d'ogni sostan / za. Forma d'ogni forma. Causa d'ogni causa. Infinita cau- / sa , ò cagione. Infinita potenza. Infinito sapere. Infinita bontà. Infinita bellez- / za. Infinita giustitia, Et così anco Perfettissima forma, & più altri / tali. Et con molta prudentia il tre volte grandissimo Ermete disse di esso San- / tissimo Signor nostro: Cuius nomen, est omne nomen. Et cuius natura, est omnis / natura. Onde poi particolarmente, non per poter'esprimere l'inesffabile essen- / tia sua, ma per qualche come ombratile intelligentia, & quietation d'animo / in noi mortali, ne hanno i più illuminati scrittori tratte alcune voci, che ci ser / vono come per nomi di esso Iddio , le quai voci, ò nomi sono molti, & non / per esprimere, ò rappresentar con esse più essenze, ò più Deità di esso Iddio, che / è unico, & simplicissimo, ma per rappresentarci, ò esprimere più proprietà, le / [quali]

 

 

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