68 quegli Elefanti, che usò Annibale in quei tempi, che stette à far guerra per / quei paesi. / ET tutto questo fin quì, ò la maggior parte, è scritto da Plinio, & da Aga- / tarchide scrittor Greco. Ma Eliano, pur Greco, & gran Filosofo, & Autor di / molta stima, il qual fu al tempo di Adriano Imperatore, scrive de gli Elefan- / ti ancor esso molto à pieno, ancor che sparsamente quà & là in diversi suoi li- / bri della istoria de gli animali, & delle cose notabili. Et mi par di non lasciar / di metterle ancor qui ordinatamente, accioche in questa poca carta sen'abbia / come in un raccolto tutto quello, ceh da diversi, & in diversi luoghi ne po- / trebbono con fatica,& confusamente andar cercando, & desiderando i letto- / ri,& principalmente le Donne, & i Principi, & Cavalieri, che non hanno ocio, / ò pensiero di rivoltar tanti libri, & far tanta fatica, che anco à gli studiosi stes- / si non saria poca. / SCRIVE adunque Eliano, che, sì come à i Cervi caggiono i corni ogni / anno, così à gli Elefanti caggiono ogni dieci. Et quegli animali usano mol- / ta diligenza per non lasciarli venire in poter de gli huomini. Onde, inginoc- / chiandosi in terra, fanno con la lor tromba, & con l'altro dente una gran fos- / sa, ove sepelliscon quello che è caduto, & lo ricoprono di terra molto bene, / calcandovela,& agguagliandovela sopra. Et per essere in quei paesi il terreno / molto fertile, vi nasce prestissimo dell'erba. Ma quei popoli andando in cer- / ca di tai denti ò corni, portano molti utri di pella di capra, pieni d'acqua, & li / vanno mettendo quà & là sopra l'erba in quelle selve, fermandosi essi quivi à / sedere, à giacere, à mangiare, à ballare, & à trastullarsi, per qualche ora. Ove / maravigliosamente si vede, che, se per sorte quegli utri vengono ad esser posti / sopra qualcuno i quei corni sepelliti, la terra si tira, ò beve, & sorbisce quel'ac / qua dell'utre. Onde subito coloro allegri si mettono à zapparvi,& vi trova- / no il tesoro, ò la caccia che van cercando. Ma se fra qualche spatio d'ore / veggono che l'acqua de gli utri non sia sorbita dal terreno, essi li van mu- / tando & sportando per altri luoghi. Et così van facendo di continuo per / ritrovarne. / Scrive similmente Eliano, che egli Elefanti di Mauritania han due cuori, / con l'uno de quali si muovono ad ira ò sdegno, & con l'altro si placano. / Che i Megaresi, assediati dal Re Antipatro, il quale avea seco gran nume- / ro d'Elefanti, unsero di pece molti porci, & poi vi accesero fuoco, & così gli / spinser fuori nell'essercito de'nimici. Ove gli Elefanti, i quali, com'è detto avan- / ti, si spaventano stranamente al grugnir de'Porci, & alla vista del fuoco, si / misero in tanta fuga, & in tanto furore, che dissiparono, & rovinaron tut- / to l'essercito loro stesso. / Che i Re dell'India nelle lor guerre soleano mandarsi avanti cento mila / Elefanti da combattere, & tre mila poi ne menavano de'più grandi & più for / ti, per battere i muri delle Città col petto loro, essendo di tanta forza, che con / una scofia sola ogn'uno d'essi estirpava, ò buttava in terra ogni grande arbore / di palma, ò altro. / Che temono grandemente la vista delle corna dell'Ariete, o Montone, sì / come s'è detto che ancor fanno del grugnir de'porci. Et che con questa via i / Romani misero in fuga gli Elefanti di Pirro Re de gli Epiroti. / [Che]

 

 

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