67 guerra di Pirro, Re de gli Epiroti, il quale ne condusse seco, & avendoli gl'Ita- / liani veduti la prima volta in Luciana nel Regno di Napoli, li chiamarono / Lucas Boves. Poi Romani gli usarono d'accoppiare, & farli tirar il carro ne i / Trionfi loro. Et il primo che ciò facesse, dicono essere stato Pompeo Magno / nel trionfo d'Africa. Et soggiunge Plinio, che Procilio affermava, non esser / possibile, che così accoppiati insieme fossero entrati nella porta di Roma. / Mangiano gli Elefanti de frutti delle Palme, & quando son tant'altre, che / essi non vi possono arrivar à coglierne, rompono l'arbore con la fronte, & lo / fanno cader in terra. Gratissimo cibo loro sono i tronchi d'ogni sorte d'arbori / & divorano ancora i sassi. Il mangiar terra, à loro come veleno, ma accadendo, / che ne mangino, si sanano col tornarne à masticar più volte. Quando hanno / alcun'arme fitta nella persona,che non possa uscir fuori, quei che li gover- / nano, danno loro à bever dell'olio,& così si cavano. La vita loro è ordinaria- / mente di dugento & trecent'anni,& fin'à sessanta son polledri, & come fan- / ciulli, & da quello inanti cominciano ad esser nella gioventù. Hanno in vece / di naso una longa trumpa, la quale i Latini,& i Grechi chiamaron Proboscide, / & con essa non solamente spirano, & odorano, ò fiutano, ma vi bevono anco- / ra, & l'usano in luogo di mano, onde, com'è detto di sopra, communissima- / mente da gli Scrittori è chiamata mano. Ma, ancor che bevan con quella,man / gian tuttavia con la bocca come gli altri animali. / HANNO due denti, & grandissimi,& tanto, che in alcune parti dell'Afri / ca, à i confini dell'Ethiopia, l'usavano à mettere per travatura delle porte, & / per pali à far siepi & ripari, ò sbarre alle stalle de'loro armenti. Questi denti / son chiamati spesso Corni da gli Scrittori, & son quelli, che s'adoperan'oggi / à noi in far pettini,& infiniti altri lavori nobili,& di molta stima,& volgarmen / te lo diciamo AVORIO, voce con molto miglioramento alterata dalla Lati / na, EBUR. Et quanto più gli Elefanti son vecchi d'età, più tai lor denti vengo / no gialligni, benche poi con artificio quei, che li lavorano, gl'imbianchiscon / tutti, con farli bollire in alcune lor lissie fortissime.Et non solamente de i den / ti, ma ancora dell'ossa de gli Elefanti usavano di far lavori anticamente, & / l'usan'ancor'oggi, come ne fanno ancor molti d'ossa d'alcuni pesci grandi, ven / dendoli tutti per Avorio,à chi non ben li conosce. Nel che sarebbe poi di po- / ca importanza l'inganno, ò la falsità, se l'Avorio non servisse per altro, che / per la bellezza,& per la durezza. Ma egli s'adopra ancora in molte cose medici / nali. Nelle quali non son forse così appropriate l'ossa sue, ò de' pesci. Dicono / che gli Elefanti usano molta diligenza nel custodirsi tai denti loro, & che un / solo ne adoprano continuamente per cavar le radici di terra, & spinger sassi, / ò legni che loro accada, & l'altro si conservan sempre aguzzo, guardandosi / di non rintuzzarlo, ò consumarlo, per potersene valer nelle guerre co i To- / ri, co i Leoni, co i Rinoceroti, & ancor co i Cavalli, & con gli huomini / armati quando bisogna. Et se per accidente violento, ò per vecchiezza si / veggono caduto qualcuno di essi denti, lo sepelliscono, ò ricoprono in ter- / ra. Onde spesso se ne trovano, & scavano per quei paesi, & si deve credere / esser quello,che Plinio chiama Ebur fossile.Et in Italia non son'ancor quaran / t'anni che ne fu trovato uno intero, & grandissimo spellito in terra nella / campagna fra Siena,& Fiorenza,ilqual si può creder fermamente, che fosse di / [quegli]

 

 

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