66 mi ardori dell'Africa, procuri di volerne bevere. Per poterlo dunque fare / al sicuro, il Dragone si nasconde sopra qualche arbore, & quando l'Elefante / passa, egli li salta sopra, & sapendo, che l'Elefante ha per natura di cercar di li- / berarsene col battersi con lui insieme à qualche arbore, ò alta ripa di monti, il / Dragone con la coda gli lega le gambe, perche non possa caminar, ò moversi. / Ma l'elefante all'incontro con la sua tromba, che gli serve per mano, se lo di- / strica d'atorno, & allora il Dragone se gli ficca nella medesima narice, ò trom- / ba per soffocargli il fiato, & lo va mordendo in quelle parti più tenere, & con / questa via, ò con lo stringerlo, ò col nascondersi dentro all'acque, & quando / l'Elefante va à bevere, annodandoli la tromba, ò mano, & mordendolo nell' / orecchia, ove ancor la mano non può far difesa, ò con morderli gli occhi, si ve- / de, che n'uccidon molti. Ma con trovarsi il Dragone avolto all'Elefante, quan / do cade in terra morendo, se ne vede il Dragone infrangersi,& morir seco; ove / ro con succhiarsi, & bever tanto sangue, si trova in modo imbriacato, che ca- / da ancor'esso, ò crepa, & si muore con esso lui. Et questi Dragoni così pieni di / sangue d'Elefanti, soleano già quei popoli aprire, & trarne quel sangue conge / lato, che era mistura si sangue d'Elefante, & di Drago insieme, & i medici, & / esperimentatori antichi, lo trovarono efficacissimo in molte cose di medicina. / Ond'era frequentissimo nelle spetiere. Poi la maledetta ingordigia del gua- / dagno, fece, che alcuni, sufisticando la voce, & dicendo, che i medici aveano / scritto non Drago, ma Trago, che in Greco vuol dir di Becco, comminciaro- / no sceleratamente con sangue di Becco, à sofisticar'anco la cosa stessa, & oggi / molto più stranamente lo sofisticano con ogni sorte di sangue, con alcune sor- / ti di boli, ò crete rosse, con alcuni succhi d'erbe, & facendone con pece di quel- / lo, che è lustro, ò lo chiamano in gomma, ò lagrima, lo vendono empiamente, / & lo fanno adoperar vanamente nelle medicine. Tal che pochissimo in Euro- / pa se ne trova, che sia vero sangue di Drago. / ORA inquanto alla forma, non è alcun dubbio, che l'Elefante è il mag- / gior'animale della Natura. Et se ben'alcuni, per saper, che l'Alce è chiamata / volgarmente la gran bestia, credono, che ella sia maggiore, che l'Elefante, s'in- / gannano di gran lunga. Percioche l'Alce è di forma di capra, è di grandezza / di cavallo, ò poco maggiore, nè à gran pezzo agiunge alla grandezza dell'Ele- / fante. Degli Elefanti poi sono maggiori quelli, che nascono in India, che quei / dell'Africa. Anzi quei dell'Africa temono tanto quei dell'India, che non pur / soffriscono, ò si ascicurano di vederli. Non hanno gli Elefanti peli, nè setole, ma / hanno la pelle tutta sfessa, à righe, ò à canaletti. Il che pare, che la provida Na- / tura abbia dato loro in rimedio delle mosche, le quali gli molestano fieramen / te, & essi stando prima con la pelle distesa, come poi se le sentono adosso, si / stringono in un subito, & l'uccidon tutte. Hanno la schiena, & il dorso duris- / simo, i piedi, & il ventre tenerissimo, & molle. Sono grandemente impa- / tienti del freddo, dal quale si fa loro infiagione, & flusso di ventre. Nè al- / cun altra sorte di male patiscono. Si dilettano molto de'fiumi, & vanno / spesso à sollazzo per le rive, & ancora vi si bagnan dentro, ma non posson / natar per la loro smisurata grandezza. Et è notabil cosa quello, che scrive / Plinio, che in Italia ne furon portati. 142. sopra zattere, ò graticce di tavo- / le, assettate sopra botti vote. I primi, che si vedessero in Italia, furono nella / [guerra]

 

 

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