65 SOTTO la medesima consideratione della prudentia,& dell'intelletto nel / l'Elefante, si mette, che egli conosce sommamente il debito rispetto della ver- / gogna. Et quando l'uno d'essi nel combatter con l'altro si trova vinto, fugge / la voce del vincitore, & gli porge della tera, & della Berbena. Non si veggono / mai usar carnalemente i lor maschi con le femine se non in luoghi rimoti, & se / creti, cominciando il maschio quando è d'età di cinqu'anni, & la femina di / dieci,& non usano tal coito fra loro se non due anni, che vien ad esser fin'al set / timo del maschio, e'l duodecimo della femina. Et anco in quei due anni non lo / fanno se non cinque giorni per anno, che son dieci in tutto. Et il sesto gior- / no si lavano al fiume, & se ne tornano alla lor compagnia. Non conoscono / fra loro adulterii, ò gelosie, come fanno molt'altre specie d'animali, nè mai com / battono per amore. Et è poi maravigliosa cosa il sapersi per molte prove, che / s'innamorano de gli huomini, & delle donne, di che gli scrittori allegano più / essempi. Il qual'amor loro si narra essersi chiaramente fatto conoscere, dal ve- / dersi, che per la lontananza della donna,, ò dell'huomo da lor'amato, stavano / modestissimi, senza voler mangiare, & quando poi la persona amata arrivava / da loro, essi mostravano manifestissimi segni d'allegrezza, le faceano carezze / fuor di modo, & le buttavano adosso quei frutti,& tutte quello cose, che era- / ne state date loro dal popolo. Et supremamente laudano gli scrittori in que- / sto nobilissimo animale oltre alla clementia, che già di sopra s'è detta, la mani / festissima conoscenza della giustia. Di che in particolar scrivono, che, aven- / do il Re Boco fatto legare ad alcun'arbori,ò travi, trenta huomini, & volendo / li far'uccider da trenta suoi Elefanti, mandò molti huomini à stimularli, & / stuzzicarli, ò spingerli contra loro. Nè mai poteron far tanto, che quei genero / si animali volessero esser carnefici, & prontissimi alle guerre contra i ne- / mici de lor Signori, portando sopra di se torri grandissime, piene d'huomini / fracassando squadre, & huomini armati con incredibile maraviglia. Ma mol- / to più incredibil poi, & più strana cosa è il sapersi per molte prove, che un ta- / le, / tanto animale,& sì valoroso, & sì stupendo, essendo ancora in compa- / gnia, ò schiera di molt'altri Elefanti, si spaventa, & impaurisce ad ogni mini- / mo grugnito; ò stridor de'porci. Et similmente ha tanto in odio il sorce, che, / se vede il fieno, ò altre tai cose, esser toccate da un sorce,egli l'abborrisce, & non / vuol mangiarne. Et ha etiandio grandissimo travaglio dalle sanguisughe, le / quali, stanno per ordinario nell'acqua, se con essa vengon bevute dall'Elefan- / te, se gli ficcano nel canal della gola, & lo tormentano stranissimamente. Per / certo gli elefanti, de'quali l'Africa,& gran parte quasi di Levante, è abondan- / tissima, sarebbono stati sempre, & sarebbono un'estrema rovina di tutte l'al- / tre provincie, & farebbono il Turco sicurissimo Signor del mondo, se la Pro- / vidissima Natura non avesse provisto di dar loro à contra peso il perdersi, & / infuriarsi tanto, quando son feriti, che subito si rivolgono in dietro, fuggen- / do, & incrudelendosi fieramente contra i proprii amici, ò signori loro. / HA l'Elefante guerra grandissima,& quasi continua col Dragone, ò sia, co / me dice Plinio, per vaghezza, che ha la Natura di far così maraviglioso spetta / colo di due sì maravigliosi animali, ò pure, che per sagacità di natura il Dra- / gone sappia, che il sangue dell'Elefante è freddissimo, & però in quegli estre- / [mi]

 

 

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