56 Et in Grecia erano le quarce Dodonee, che rendevano gli oracoli, & ri- / spondevano alle domande fatte, predicendo le cose future, onde fu detto / Giove Dodoneo. Et della fortezza s'hanno quei bei versi d'Omero nel deci- / mo della Iliada. / [GREEK] &c. / La qual comparatione fu poi molto vagamente tolta, & ancora avanzata dal / nostro Virgilio, con questo suoi, tradotti da / LODOVICO MARTELLI. / E come i venti d'Alpe, che tra loro / D'ognintorno soffiando, à prova fanno / D'atterar'una quercia antica e salda / Con ogni forza, e'l gran rumore strano / Per l'aer poggia, & alto suolo in terra / Fanno le frondi de la scosse pianta. / Ella è da scogli cinta, e quanto inalza / Sua cima inverso il ciel, cotanto estende / Le sue radici nel profondo abisso; / ET, per non tener queste dignità di quest'arnore nobilissima, fondate sola- / mente nell'autorità de'Poeti, tralasciando ancora, che de' frutti suoi soli men- / tre si nodrirono gli huomini, erano nella somma perfettion loro di questo / mondo, & ne fu chiamato il secolo d'oro, ricorderò, come nelle sacre lette- / re abbiamo espressamente poste ambedue queste sue stesse dignità già dette. / Percioche primierameute [sic] inquanto alla fortezza si legge al secondo Capitolo / del Profeta Amos, che Iddio, rimproverando all'ingrato popolo d'Israelle in / parte i suoi beneficii, dice: / Ego exterminavi Amorrheum à facie eorum, cuius altitudo cedrorum altitudo eius, / & fortis ipse quasi Quercus. Et contrivi fructum eius desuper, & RADICES / eius subter. Ove si vede fatta chiarissima testimonianza della fortezza del- / la quercia, & anco accennato alla profondità, & fortezza della radice, che / Virgilio scrive. Et inquanto all'esser sacra, abbiamo nel sesto Capitolo del li- / bro de' Giudici, che l'Angelo, venendo mandato da Dio à Gedeone per salva- / re il suo popolo dall'oppressione de' Mediani, si mise à seder sotto la quercia / Et segue poi, che sotto la medesima quercia Gedeone portò all'Angelo il ca- / pretto cotto, & i pani azimi, ne i quali poi l'Angelo con la sua verga mostrò / miracoli. Et quello, che in questo proposito più importa, è, che nel santua- / rio di Dio era parimente un'arbore di quercia, & in tanta veneratione, che ve- / nendo Iosuè à morte,& avendo parlato al popolo, perche promettesse d'osser / var la santa legge di Dio, dice la Bibia nell'ultimo Capitolo di Iosuè, / Scripsit quoque omnia verba haec in volumine legis Domini, & tulit lapidem prae / grandem, posuitque eum subter quercum, quae erat in sanctuario Domini. / [IN que-]

 

 

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