sempre ardendo. Le donne pur quasi tutte sanno, che à mettere del sal com / mune nella lucerna con olio, fa durar quell'olio ardente, notabilissimo spatio / più, che non farebbe senza quel sale. Ma molto più notabilmente si vede / tal'effetto, se quel sale farà prima stato fuso à forza di fuoco, come si fonde [?] l'ar / gento & gli altri metalli. Et chi del sale stesso, & principalmente di quello / fatto di alcune piante bruciate, fa far'olio, & lo mescola con quello dell'olive, / ò del seme di lino, truova, che dura per quattro, & sei, & ancor diece volte / più, che non farebbe altrettanto di quegli altri olii, senza quello del sale. à / Bergamo, & in molt'altri luoghi fanno come per ordinario l'olio de gli acini / ò granelli dell'vua [sic], & trovano per esperienza continua, che una lucerna di / quel tal'olio di detti acini, ò granelli, dura quasi per due volte più, che non fa / ogni altra sorte d'olio. Et per non mi diffonder soverchiamente, dico, che mol / tissime altre cose tali si veggono nella continua esperienza da chi le rimira con / sideratamente, nelle quali si trova questa differenza di gradi ch'io dico, & se / ne può ragionevolmente creder e il progresso, ò l'accrescimento di grado in / grado, se ben à noi non son tutti noti. Et però con questi lumi, che già ne ho / dati per avicinarmi, ò ristringermi più à questo stesso, del qual ragiono, cioè / al fuoco, ò lume perpetuo, dico, esser cosa nota, che in quasi tutte le bie ordi- / narie delle lucerne con olii,ò ancor con grassi,& cere,&altre sì fatte cose,noi / veggiamo convenir insieme lo stoppino, ò lucigno, & l'olio, ò altra cosa on- / tuosa, & che quasi equalmente, ò con poca differenza si consumano insieme / ambedue, cioè il liquore,& il lucigno. Onde in una lucerna, ancor che vi sia / dell'olio, se il lucigno, manca, manca parimente il lume,ò il fuoco.Et per que- / sto quasi da tutti ordinariamente si terrebbe come per impossibile, che così il / lucigno, come l'olio si potessero far'ardere, ò durar'accesi perpetuamente, ò / per notanilissima lunghezza di tempo. Si è tuttavia la Natura discoperto ad / alcuni, che vanno investigando il tesoro delle bellezze,& ricchezze sue, & ha / mostrato una sua opera,ò fattura, che mettendosi nell'olio, & accendendo- / si, vien tutta via ardendo, & per molti secoli, che non anni, quella tal mate- / ria, ò cosa,non si consuma mai, che è come rarissima,& quasi contraria à tutte / l'altre,le quai si veggiano esser soggette al fuoco,che si consuman tutte, com'è / notissimo.Et questa cosa,ch'io dico,è quella sorte di Alume,che per esser fat / to à fili lunghi, le spetierie chiamono Alume di piuma, che è quasi in color / d'argento, gli Arabi l'han chiamato Alume Iameno, i Latini Schiston, & Scissi- / le ,& i Greci Amianto, & Asbesto , cioè inestinto, ò inestinguibile, per questa na / tura, che pur'ora ho detta, di mantenersi sempre acceso, & non consumarsi / mai ardendo, in quanto à se stesso. Ecco dunque, che di due cose necessarie nel / la lucerna, cioè lucigno,& liquor ontuoso,che ordinariamente si veggono con / sumarsi ardendo, la Natura ha già mostrata, ò scoperto l'una per possibile, ò / piaciuta à lei di fare, che non si consumi. Onde farebbe scortesia, & ostinatio- / estrema, più che filosofia, ò sottilezza d'ingegno, che per non sapersi da noi / l'altra, si volesse andar'affermando, che da lei, ò dall'arte, da lei aiutata, non / possa farsi.Et però ella benignamente ricordandoci quello, che con molta gra / tia disse il Petrarca, / E quel, che in me non era, / ;Mi pareva un miracolo in altrui, / [Ci ammo-]

 

 

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