/ Amor, che solo i cuori leggiadri unisce.E l'altro. / Amor, che nel cuor gentile ratto s'apprende. / La qual cosa può considerarsi, che avvenga principalmente per tre ca- / gioni. / LAprima, perchè i gentili sono di sublime e divino ingegno, onde fa- / cilmente conoscono le bellezze e le perfezioni in chi sono. E le cose bel- / le e buone da chi pienamente le conosce, è come impossibile a non / amarsi. / LA seconda, perché le Donne belle e gentili sono di comprensione sangui- / gna, come è parimenti quella degli uomini gentili e di nobile animo. E la / somiglianza e conformità delle comprensioni, degli animi, e dei costumi è / la principale cagione dell'amore. / LA terza è la gratitudine la quale sempre si ritrova negli animi illu- / stri. Là onde riducendosi per le già dette ragioni le vere Donne ad amare i / gentili, e i principalmente i virtuosi e valorosi, essi all'incontro non pos- / sono per dovere di gratitudine mancare di riamarle, e adorarle con tutto / l'animo. Dalle quali ragioni si può trarre, che la maggior parte delle vere / Donne, le quali sinceramente amano la persona degna di essere d'amata, siano / qual sempre gelose, e in timore, che l'amante lor non si volga ad amare / altra, così come pure per le dette ragioni vediamo che molto spesso i veri e gen- / tili amanti hanno da giustificarsi con le loro Donne, e col mondo, e far fe- / de della fermezza dell'amor loro. Essendo dunque quel fanciullo di san- / gue regio, così per padre, come per madre di gentilissima comprensione, e / di graziosa indole, e di bella e valorosa persona, e di veramente regii e di- / vini costumi, si può immaginare, che essendo preso dell'amor di qualche valo- / rosa fanciulla o giovane, e quale, o non molto sopra l'età sua, elle si fosse / per avventura fatta intendere, di non sentirsi molto sicura e conseguentemen- / te molto lieta di tale amore, temendo che nel venir lui crescendo in età in bel- / lezza, in valore, in virtù, in grado, in gloria, si volgerebbe forse ad amare / altra donna, lasciando lei. Alla quale diffidenza egli volesse forse rispondere, / e assicurarla, che per nessuna Fortuna, e per nessuno accidente non era per mu- / tarsi dalla fermezza dell'amor suo, e della sua fede. / O forse ancora si potrebbe considerare, che tale Impresa egli levasse non / con quella intenzione amorosa, di cui si è detto, ma che piuttosto ritrovan- / dosi allora, quasi nella prima sua fanciullezza, e nel principio di quegli an- / ni, nei quali si incomincia a conoscere veramente il mondo, e ad incammi- / narsi a quella maniera di vita, che la comprensione, il genio, l'istitutzione, / la natura nostra, e Iddio, ci propone di dover seguire, egli si disponesse / alla vita generosa, virtuosa e magnanima, come con molta vaghezza fino / da allora ne intese il mondo, e ne vide molte magnanime operazioni, e / chiarissimi lumi di sommo e rarissimo splendore vero. Ma perché egli do- / veva forse aver letto in più Autori, o udito dire da molti, che i fanciulli e / i giovano sogliono molto spesso con l'età venire stranamente mutando co- / stumi e vita, e di prodighi, non che liberali, diventare miseri, di piacevo- / fissimi, amabili venire strani e odiosi, di clementissime farsi crudeli, e / di giusti tornare rapaci e tiranni, per questo egli volesse mostrare a se stesso

 

 

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