/ tore non si comprende nelle figure, né ancor nelle parole, son quando l'Au- / tore intendendosi fuori delle figure, finge quasi che altri gli parli, o gli dia qual / precetto, sì come è quella del Cardinal Farnese, che è un dardo, li qual ferisce / in mezzo al Versaglio, col Motto[GREEK]Ferisce così. E quella dell'Unico / Accolti, la quale è un'Aquila, che affige gli occhi dei figlioli al Sole, col Mot- / to. Sic crede. Nelle quali tutte conviene dire, che l'Autor non parli ad altri / che a sé stesso, o che mostri di fingere, che altri parli a lui, facendosi sempre l'Im- / prese sopra qualche nostro pensiero particolare. E non per usar noi immode- / stia o far il filosofo, e il precettor d'altri. / FANNOSENE di quelle, che non lasciano,chiaramente comprendere, / ove l'Autore voglia intender se stesso, ma mostrano, che tutta l'Impresa ragio- / ni, o al modo, o all'Autore o alla Donna, o a chi altra persona dell'Autore abbia / caro che ella parli, sì come è il Tempio di Giunone Lacinia,Imprese del Mar- / chese del Vasto, dove non è altro Motto IUNONI LACINIAE. Nel- / la quale non si mostra chiaramente chi sia che parli, né a chi, né per chi. Onde / viene l'Impresa ad esser con molta vaghezza. E in questo genere se ne fanno / molto belle,e molto vaghe, e di quelle, che vanno ancor più ristrette, / sì come quelle, che l'Autore mostra di fare studiosamente ascose ad / ogni altro, e a chi sa poter essere note per le cose fra lor segui- / te. BELLISSIME poi sono quelle, che possono mo- / strar d'esser fatte per noi medesimi, e per altre, / secondo che noi vogliamo, così come è / questa di GABRIEL ZA- / IAS, segretario del / presente Re Ca- / tolico.

 

 

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