/ non che considerare, e intendere. Et però, quando questa brevità si facesse / in modo, che da lei nascesse più tosto sicurezza, sarebbe un, usar le virtù per vi- / zio, e le cose buone in cattivo fine. / AVENDO dunque questa considerazione, & questo risguardo, potremo agevolmente / saper discernere, il migliore, e il più lodato modo da accom- / pagnare il Motto con le figure, è di farlo di due parole. E perciocchè d'una sola è / molto duro il farla in modo, che possa auer sentimento chiaro. Tuttavia, chi / lo sa bene, è molto bello ancor questo. Così poi avendosi à passar due, quanto / meno di va innanzi,ò quanto meno si passa tal numero, tanto meno si allonta- / na dalla bellezza, & perfezione. Fuor che se il Motto sia d' un mezzo verso, ò / ancor d'uno intero,così Greco come latino, ò Italiano, ò d'altra lingua, per / aver il verso una certa vaghezza, & armonia in sé, che si fa leggere con facilità / e ritener con piacere. / QUELLE poi, si fanno come perdurar sempre, & che lasciano spazio / Da vedersi, ed a considerarsi, non avendo à servir solamente in mostre, ò in / Giostre, ò in altre occasioni come in corso; possono allungarsi alquanto nelle / Parole. Ma in tutti modi, non è da lodar, che in numero sciolto, o in prosa el- / le arrivino à quattro ò almeno le passino, & massimamente se elle sono parole / Lunghe più d' una sillaba, ò due. / ET in quanto alla col legazione, che le parole hanno da far con le lor figure / nell'Imprese, resta da replicar solo quello che già copiosamente si è detto avan- / ti, cioè, che sopra tutte le cose si avvertisca, che le parole non siano per dichia- / razione delle figure, & che per le stesse non possano far sentimento finito, ma / Che sien tali, che tolte via da quel luogo, ove sono,ò dalla compagnia di quelle / Figure, elle non vengano ad avere alcuna sentenza finta, sì come per esempio, / in quella del Duca di Ferrara, ??[GREEK]? Sic omnia, chi senza quella figura / della Pazienza, vorrà considerare, che cosa elle vogliano dire, non avverrà cosa al / cuna, ove fermare il pensiero, non che il giudizio. E così potrà ciascuno per / se stesso andar considerando tutte le buone che vanno attorno. E qui è da ri- / cordare un importantissimo segreto, o una bellissima regola, e questa è, che / nel Motto non sia mai parola, che nomini alcuna delle figure, cioè, che, se, per es- / empio, nella figura sia un monte, si faccia, che nel Motto non sia parola, che no- / mini monte. Et così di ogni altra cosa, che nell'Impresa sia figurata. / E quello solo ricordo servirà sommamente à ciascuno in sapere in gran parte accompa- / gnare il Motto con le figure. La qual regola si vede inviolabilmente osserva- / ta in tutte le buone Imprese che vanno attorno, & se in quella del RE / FRANCESCO Secondo ch'è pur'in questo libro, sono due Mondi con il / Motto, Non unus sufficit orbis. Onde viene nel Motto ad esser nominata / una delle figure, è da dire, che quel veramente divino giovane, avendo le- / vata quell'Impresa, come per presagio del suo vicinissimo ritorno in Cie- / lo, sì come si dirà nella sua esposizione, non curasse molto ristrettamente / le regole, e precetti di far le imprese, massimamente che s'egli avesse / posti i due mondi con il Motto Unus non sufficit, pareva che prestasse oc- / casione ai maligni di cavillare, col dire, che la parola Unus si riferisce / non alle figure dei Mondi, ma ai loro governatori, e che volesse quasi in- / tendere, che per governare i due Mondi, non bastasse un Dio solo. E però

 

 

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