/ Intendami chi può che m'intendo io, e più altri. / E in tale intenzione, di non farsi intendere, se non dalla Donna, ò da chi / altri in particolar noi vogliamo, se ancor si fa l'Impresa in modo, che per allo- / ra ella non sia bene intesa ancor dalla Donna stessa, ò da gli altri, à chi abbiamo / il pensiero, non è per quello, che non possa l'Autor suo farla intender poi in al- / tro tempo. E in tutti i modi, ancor quelle chiarissime debbono farsi in manie- / ra, che, oltre al sentimento esteriore, il quale altri ne può trarre da se stesso, elle ab- / biano altri sentimenti ascosi, che l'Autore a talento suo ne possa di scoprir al- / la sua Donna,ò al suo Signore, ò à chi altri gli sia in grado. / IN quanto poi à quello, appartenente alla chiarezza, e alla brevità insie- / me, che il Giovio disse cioè, che i Motti si dovessero fare in lingua diversa da / quella di colui, che fa l'Impresa, è da dire, in effetto questo stia bene, ma / con due condizioni aggiunte. L'una,che ciò si faccia in quella forte d'Imprese, / che sieno per durare o mantenersi dall'Autor suo, ove s'è detto, che non si ha / da procurar tanta chiarezza quanta in quelle, che hanno da servire in giostre, / in mostre, in mascherate, in commedie, e in altre, si fatte, come momentanee, ò / almeno giornali occasioni. E queste possono farsi di Lingua Latina, Greca, / Ebrea, Francese, Spagnola, Tedesca, e chi ancora le volesse come per se stes- / so, e perché non parlassero senza la Turcimannia di lui medesimo, le potreb- / be far Turchesche, Schiamone, e d'ogni altra lingua straniera a lui, ò alla sua pa- / tria. Ma questo avverrà assai raro disfarsi, se non in certe profondissime in- / tenzioni di qualcuno, che più le faccia per se solo, che per altrui. Ma le amo- / rose, che hanno da servir principalmente con le donne, è da lodar, che si pigli- / no maniera, e legge in tutto diversa dalla condizione data loro da Mons. Gio- / vio, e che non si facciano se non nella lingua stessa, che è propria, e nati- / va alla donna per cui si fanno. Tuttavia, chi pur anche in questo avesse vaghez- / za d'usar lingue straniere, potrà valersi della latina, e della Spagnola princi- / palmente, le quali per la più parte, e massimamente in poche parole, e ac- / compagnate, con figure, sono facilissime ad intendersi, così dall'Italiane, come / dalle Francesi, e per avventura da altre nazioni, per la molta comunanza, che / hanno con la lingua Latina. E in ciascuna lingua nostra propria, in che noi / facciamo i Motti dell'Imprese, riescono bellissime quelle, che si fanno con pa- / role d'Autor chiaro in quella nazione, sì come à noi il Tetrarca, e l'Ariosto, / e così ne hanno tutte l'altre nazioni i loro. / ORA venendo all'altra parte, cioè alla Brevità, dico, che questa ha da aver / quasi tutte le considerazioni, che si sono dette della Chiarezza, dipendendo / la Chiarezza le più volte dalla Brevità, ò lunghezza delle parole, & essendo co- / sa veramente d'ingegno divino il saper usar la brevità, che serva à far la cosa / chiara, & non tronca & oscura. Di che si sgomentava quel valoroso Poeta, / che diceva. / Brevis esse laboro, Obscurus fio. / LA brevità, che di sopra si è detto, & qui si replica, ricercarsi principalmen- / te , così nelle figure, come nelle parole dell'Imprese, non è alcun dubbio da / quanto da quanto se n'è già mostrato, che quali non ad altro fine si ricerca, che per conse- / guir da essa questa chiarezza, poi che le molte figure, & le molte parole in si / breve spazio di tempo, non danno pur comodità di potersi conoscere, o legge- / re, non

 

 

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