/ quale cosa differenti dall'Imprese, inquanto à i modi & alle regole, non è pe- / rò a dire, che se le figure vmane si disconuenissero nell'Imprese, non si discon- / uenissero ancor in essi. Et dell'Imprese ancora veggiamo, che con figure vma- / ne ne mette molte belle il Paradino, & molte bellissime con figure vmane ne / ha date nuouamente fuori d'intention sua il Simeoni in Lione, come molte / pariemente ne mette il Costalio Francese, & Giouan Sambuco, huomini tutti / di eccellente giudicio. Et molte ancora bellissime in ogni parte se ne son po- / ste in questo volume, fatte da persone chiarissime, & in niuna parte inferiori / di giudicio, & d'autorità al Giouio, nè ad alcun altro. / / DE GLI EMBLEMI. / CAPITOLO V. / / CHE cosa sieno propriamente gli Emblemi ne i lauori artifi- / ciali, & che significhi tal parola Emblema & come l'usasse- / ro i Latini, e i Greci, & che sieno poi gli Emblemi con le figure / significatiue à guisa dell'Imprese, si è detto distesamente nel / più volte allegato Discorso mio dell'Imprese col Ragiona- / mento di Monsignor Giouio. Onde qui ne dirò, ò repliche- / rò solamente quello, che ne fa mistieri per le vere regole d'esse Imprese. Et / dico primieramente in vniuersale, che fra l'Imprese, & gli Emblemi sono que / ste principali communanze, & differenze. / LA prima conuenienza ò communanza è, che gli Emblemi posson'esser / con parole e& senza. Et questo hanno commune con l'Imprese; essendosi detto / auanti, che vna specie ò sorte d'Imprese si fa ancora senza parole. / MA la differenza, che hanno in questo, è, che le parole de gli Emblemi / hanno da esser puramente per dichiaratione delle figure. Il che, come disopra / si è mostrato, è grauissimo vitio nell'Imprese, nelle quali le figure hanno da / dir'una parte dell'intention dell'Autore, & le parole l'altra, come più chiaro / si mostra nel sequente Capitolo, che sarà de Motti, ò delle parole dell'Im- / prese. / LA seconda conuenienza è, che ancor gli Emblemi possono, come l'Im- / prese, seruir per sentimento ò significato particolare di chi le fa. sì come per / essempio, chi si trouasse di far beneficio à qualche ingrato, potrebbe far / quell'Emblema della pecora, la qual nodrisce il lupacchino, che dal Greco / ha posto leggiadramente nel suo libro de gli Emblemi l'Alciato, & così più / altre, che ne sono tra gli Epigrammi Grechi, & che mettono il Costalio, / e'l Bocchio. / LA differenza, che poi hanno in questo, è, che gli Emblemi possono an- / cor seruire per dimostratione di cosa vniuersale, & per vniuersal documento à / ciascuno, cioè cosi per colui, che ne è inuentore & autore, come per ogn'altro. / Il che nell'Imprese è vitio grandissimo. Percio che l Impresa non è se non dimo- / stratiua di qualche segnalato pensiero di colui che la fa, & che l'usa, & à lui so- / lo ha da appartenere ristrettamente, & à seruire, ma ben farsi poi intendere à / chi altri abbia caro l'Autore, ch'ella sia nota. Non dico già, che l'intentione

 

 

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