/ za così strana, come chi nella musica volesse dire, che le note scritte fossero il / corpo, & le parole, ò ancor la voce cantante, fossero l'anima. O' che nelle / figure, che sono nel Furioso, ò in un Quadro, ò in un razzo, ò in mille co- / se tali, ove fosser parole & figure, che rappresentassero corpi, volesse dire, / che le parole fosser l'anima, & quelle figure fossero il corpo, come ancor / sarebbe sottilizza da riso, chi nell'arti, ò nelle scienze. Ò altre professioni / volesse ricercar l'anima & il corpo, per parer filosofo bestiale. L'Imprese han- / no diverse maniere di farsi, ò almeno queste due principali, cioè l'una senza / parole, & l'altra con parole, & così quelle, come queste, sono Imprese; ma / ciascuna è specie, ò forte diversa in se stessa. Et chi pur vuole l'anima, / dovria tenere, che l'anima sua sia l'intenzione dell' Impresa, cioè il sentimen- / to, la significazione, ò quello, che essa con le figure & con le parole vuol / dimostrare, & non le parole, le quali non vi fanno altro ufficio, che pi- / gliarsi ancor' esse la parte loro per far servigio al lor padrone, cioè all' Autor / dell' Impresa. / Et perché questa cosa si faccia più chiara à chi n' ha bisogno, dico, che l' in- / tenzion di chi primieramente ritrovò questa bellissima professione di far l' Im- / prese, è da credere che fosse solo di mandar qualche particolar pensier suo nel- / la mente della sua donna, ò del suo Signore, ò d'altri, così in particolare, co- / me in universale di ciascheduno. Et per voler far questo, conobbe, che all'in- / teletto altrui non è possibile di mandar' alcun pensier nostro, se non ò con vo- / ce, ò con segni. Nella vce trovava ristrettamete molte imperfezioni in que- / sta parte. Per ciò che non può usarsi se non dove siamo noi stessi ò altri per noi. / Et noi stessi, ò altri per noi possiamo esser' in molto pochi luohi, & poco tem- / po, & poche volte, & forse non mai in quelli, che noi molte volte deside- / riamo. Et in quanto à i segni conobbe saggiamente, niuno esser più comodo / à tal effetto, che le figure, & le lettere. Là onde cominciò da principio ad usar / di loro una sola, cioè le figure delle cose, come più universali, & per questo / più comode per allora, & anco per ogni tempo, con molti. Percioche le lette- / re non si fanno mai da alcuni, se non s'imparano, & molte donne, & ancor / huomini, non le fanno mai. Ma le figure si conoscono quasi universalmente / da ciascheduno, &fin da' fanciulli. Et per questo veggiamo, che ancora in / molt'altre cose da principio quasi ogni nazione usò di adoperar le figure, & / non le lettere, sì come fecero non solamente gli Egittij, ma ancora i Roma- / ni, & tutti gli altri popoli, come si può trarre da gran parte de i riversi delle / medaglie più antiche, che sono configure, senz'alcuna lettere. Et oltre à ciò i Gre- / ci furono felicissimi nel formar moltissime belle imprese con figure sole, sì co- / me se n'hanno molte descritte con tanti begli Epigrammi Grecin .Et in questo / stesso proposito ricordai nel mio Discorso, che pur con la stessa intenzione di / mandar qualche importante concetto nella mente altrui, IDDIO faceva figu- / rar Palme, Pomi granati, Gigli, & i Cherubini nel Tabernacolo, & nel Tem- / pio disposti in modo, che avesser significato. Et parimente ricorda e quattro / Imprese pur con figure, che s'attribuiscono à i quattro santissimi Evangelisti. / Et vi aggiungono alcuni che ancora i Cieli nel Firmamento, & nel Zodiaco ci / mostrano forma di figure, &non di lettere , forse con questa stessa conoscenza, / che le figure sono più universalmente conosciute da ciascheduno, che le lettere. / [Et però]

 

 

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