/ QUESTO, pur di virtù frutto gradito / Ecco, io consacro umil fu la degn' Ara, / Eretta al fido Heroe, da cui s'impara / Novo sempre d'onor più Santo rito. / Et lui, che per cultor felice addito / De la fede incorrotta (ond'ei pù chiara / Sempre la rende co'l suo essempio) a rara / Gloria, facendo à noi con l'opre invito; / Lui, ch'à virtù ( benigno) ogn'or comparte / L'onor dovuto, in un giusto, et clemente / Di più bei fregi idi se stesso ornando. / Priego, che nel mio cor basso, mirando / L'affetto altier: con la sua Augusta mente, / Non si sdegni aggradir l'Impresse carte.

 

 

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