didissime. E volendo Papa Clemente mostrare al / mondo, che'l candore dell'animo suo non si poteua of- / fendere da' maligni, nè dalla forza, vsò questa impresa / quando i nimici suoi al tempo d'Adriano gli congiu- / rarono contra per torgli la vita e lo stato, e non heb- / bero allegrezza, di condurre à fine la congiura, E ve- / ramente la vita e'l gouerno, ch'egli teneua in Fioren- / za, non meritaua tanta crudeltà, almeno di sangue. / E l'impresa riusciua magnifica & ornatissima, perche / v'entrauano quasi tutte le cose, c'hanno illustre appa- / renza, e la fanno bella, come fu detto da principio; / cioè, la palla di cristallo, il Sole, i raggi trapassanti, la / fiamma eccitata da essi, in un cartoccio bia[n]co col motto / CANDOR ILLAESVS. Ma con tutto questo / sempre fu oscura à chi non sà la proprietà sudetta; di / sorte, che bisognaua che noi altri seruitori suoi l'espo- / nessimo ad ogn'vno, e rendessimo conto di quel, che / haueua voluto dire il Buoninsegni, e di quel che sua / Santità disegnasse d'isprimere; il che si deue fuggire / in ogni impresa, com'è stato detto di sopra. E peggio / fu ch'essendo il motto scritto in vn breue diuiso per / sillabe, in quattro parole, cioè: CAN DOR ILLAE- / SVS, vn M. Simone Schiauone Cappellano di sua / Santità, che non haueua tante lettere, che potessero / seruire per vso di casa fuor della messa, tutto ammi- / ratiuo mi doma[n]dò quel che volesse significare il Papa / in quel brieue; perche non vedeua che gli fusse à pro-

 

 

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