DIO, OVERO RELIGIONE. / Che l’uomo deve in Dio allegrarsi. / Giove e Ganimede... / D’Aquila sotto à piume elette e nove / Monstra qui del Pittor l’acorta mano; / Come colui, che’l sesto Giro move, / Portò nel cielo il giovane Troiano. / Ma chi creder vorrà, ch’ardesse Giove / Di fanciullesco amor, empio, e profano? / E rapito da Giove huom, la cui mente / Inalzata da lui lieta si sente.

 

 

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